mercoledì 9 marzo 2011

Gli acquerelli di Onorato Carlandi in mostra a Roma

Pubblicato da marta.raimo


campagna romana

Il Museo di Roma Palazzo Braschi, dal 17 Marzo al 3 Luglio 2011, presenta la mostra “Poesia della natura” in cui verranno esposti gli acquerelli dell’artista Onorato Carlandi.

L’attività dell’artista si snoda tra i secoli XIX e XX in ambiente romano, un periodo storico di grande trasformazione della città non solo sul piano politico, ma anchele urbanistico, sociale e cultura.

In questo fervido clima Carlandi promuove il rinnovamento dell’arte come pittore e acquerellista ma anche nelle vesti di scenografo e illustratore, fondatore e promotore di nuove scuole e correnti artistiche.

L’esposizone a cura di M. Elisa Tittoni, Maria Catalano e Cinzia Virno,  popone 54 opere provenienti dalle collezioni della Galleria Comunale d’Arte Moderna in cui, alle vedute taliane di Roma e della sua campagna, si affiancano gli acquerelli della Gran Bretagna.

Da metà anni ’70 dell’Ottocento, l’interesse di Carlandi si sposta verso l’acquerello, tecnica che gli permette di rendere a pieno i soggetti paesaggistici a lui molto cari. Questa passione lo porta a fondare nel 1875 l’Associazione degli acquerellisti con Roesler Franz, Pio Joris e Cesare Biseo, ma anche a trasferirsi per un lungo periodo nella patria dei maestri di questo genere, i pittori inglesi, alternando viaggi nella campagna britannica e soggiorni in Irlanda, Galles e Scozia tra il 1880 e il 1891.

Dopo il periodo britannico, l’artista torna in patria portando con sè uno stile più romantico ed elegiaco e, dal primo decennio del ‘900 le vedute di Roma e dell’ Agro Pontino si alternano sempre più spesso ai paesaggi inglesi fino a divenire suo esclusivo soggetto facendo di Carlandi uno dei principali “cantori” della campagna romana. Nascono così opere come Rovine di Roma (1920-1930), Arco di Settimio Severo e Colonna di Foca (1920-1930), Foro Romano (1900-1910).

Nel 1904 è tra i fondatori del gruppo I XXV della Campagna romana, composto fra gli altri da Enrico Coleman, Giulio Aristide Sartorio, Napoleone Parisani e Vittorio Grassi. Nonostante la continua ripetizione di soggetti e luoghi, gli acquerelli di Carlandi propongono ogni volta un’armonia diversa, dovuta a visioni prospettiche e stesure cromatiche nuove, sintesi fra virtuosità del mestiere e profondo sentimento della natura.

Fonte immagine: morelli.it

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